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April 29 E' passato un anno. E non ci sono parole da dire. Il dolore, il silenzio, e le lacrime sono davvero l'unica soluzione. Lasciateci piangere da soli.
.Kathy. March 18
Riflettevo. Su cosa di preciso può saperlo solo il mio subconscio. Ma, nello specifico, pensavo proprio ora alla cocaina. Alla disperazione di chi ne fa uso. Perché non è giusto puntare immediatamente il dito su di una persona e gridargli a squarciagola “Sei un tossico! Sei un rifiuto!”. La gente, purtroppo, guarda solo la superficie delle cose. Nessuno, o quasi, ha il coraggio di aprire una porta sopra la quale c’è scritto “VIETATO ENTRARE” per provare un attimo a scrutare cosa si nasconde realmente dietro. Meglio lasciarla chiusa. No? Dopotutto c’è proprio scritto che non si può entrare. Quanta MERDA e quanta IPOCRISIA! Mi fanno schifo la maggior parte delle persone che la pensano così. SUPERFICIALI. FALSI. Cos’altro c’è da aggiungere? Siete voi i RIFIUTI da cui il mondo dovrebbe essere ripulito. Ma per secondi. Perché i primi…sono i fornitori, e gli spacciatori. Darei la VITA pur di eliminare dal mondo tutte le persone che non si fanno scrupolo a distruggere altra gente. Che, per chissà quale problema, cedono alla debolezza e cadono in picchiata sopra un manto di polvere bianca, fino a farsi completamente trapassare da quei dannati aghi pieni di eroina. Ma poi…di è realmente l’EROINA una simile MERDA? Sicuramente non è un’eroina per coloro che la usano. Sicuramente non è un’eroina per i familiari, gli amici più cari, di chi ne fa uso.
A volte Internet può essere utile. Può servire realmente a qualcosa. Internet deve essere uno strumento di informazione, e non di emarginazione. Perché di emarginazione vera e propria si parla, quando una persona abbandona la vera vita e i veri amici per la vita su MySpace, o su Facebook, o chissà dove…. Internet deve essere un mezzo “FORTE” di comunicazione. Di impatto. Ma soprattutto di riflessione. Ed è per questo che stasera ho passato, forse anche un’ora, connessa…solo per trovare un monito come questo. Una riflessione, nuda e cruda, dettata dal cuore di una persona che è passata, e prego Dio che non ci sia ricascata, in quel mondo atroce che è il mondo della droga. Questa è la sua testimonianza:
Ciao compagno,si puo' uscire dalla cocaina? SI SI PUO!!!! ti parlo da ex tossicodipendente io la cocaina l'ho provata in tutti i modi sniffata ,fumata,iniettata.... lo sai qual'e' il vero problema? la testa del tossico ,si la comunita aiuta e anche molto ma dipende dal 99%dalla tua testa ,sai a volte molti credono che la cocaina sia minore rispetto ad altre droghe ,tipo eroina,credimi e' una grandissima caxxata io ho provato tutte e due dalla coca sono passato all'eroina e per certi versi la cocaina e' molto peggio dell'eroina,il problema vero delle droghe non e' tanto l'astinenza fisica ma quella mentale...l'astinenza fisica dura pochi giorni l'astinenza mentale ti dura mesi e mesi io per 6 mesi non ho pensato ad altro non mangiavo bevevo il necessario e non dormivo e crdimi non dormire per quasi 6 mesi di fila e' un qualcosa di indescrivibile detta alla romana:TI VA IN PAPPA IL CERVELLO. Si dorme al massimo quelle 2 ore a notte e a volte neanche consecutive ,per non parlare di quado riesci a dormire magari 1 ora e sogni,i sogni sono tutti dedicati alla droga e quando ti svegli sei ancora piu' nervoso!!! vuoi sapere il VERO problema qual'e'? il problema e' che una volta provata non la dimentichi piu',lascia stare quei ragazzi che usano la cocaina 1 volta a settimana per sentirsi fighi ,si sniffano di tutto meno che cocaina ,qui si parla di ragazzi che della cocaina ne hanno fatto il loro scopo di vita.....io ho conosciuto un ragazzo in comunita' era li per cocaina e mi raccontava che quando era entrato pesava 40kg e non riusciva a guardare le persone in faccia era pieno di tic era isterico ma piano piano ha recuperato ,chi vuole uscire dalla droga devi mettersi in testa che dovra lottare ogni singolo giorno della sua vita...ho conosciuto persone che dopo 20anni ci sono ricascate.......io sono quasi 2 anni che non tocco droghe pesanti ma credimi ogni tanto quando si hanno dei momenti no,la prima cosa che pensi e' la sensazione che ti da la droga,guarda parliamoci chiaro se l'eroina se la cocaina se le droghe in generale come effetti non erano buone ,ma chi si drogava!!! la verita' e' che una sensazione come quella che ti danno alcune droghe non la proverai mai in modo naturale!!! lo so per molti e' inconcepibile ma fidati e' cosi ,una volta un mio amico mi disse : Luca quella ragazza ha chiesto di te ,vuoi sapere la mia risposta : COSA ME NE FACCIO DI UNA S..C..O..PAT..A QUANDO POSSO FARMI UNA SPADA..... e' un ragionamento da persone malate ,ma il tossico e' proprio questo un malato,io sono uscito da solo sono stato 1 giorno in comunita' sono scappato,sai e' triste vedere lo sguardo di tua madre quando ti viene a raccogliere per strada ,ti senti una m..e.r..d..a. soffri e sai che la colpa e' solo tua!!! io ne sono uscito chiudendomi dentro una stanza con mia madre vicino e mia sorella che mi accudivano , ma a volte dovevano scappare e chiudermi dentro ho distrutto la stanza sono andato 4 volte all'ospedale per tentato suicidio ti dico questo non per metterti paura o farmi grande(non c'e' nulla di piu' stupido) ma ti dico questo perche' e' la pura verita!!! Si se ne puo' uscire ma dipende solo da una cosa:SE REALMENTE NE VUOI USCIRE.....guarda vedi io adesso ti ho raccontato la mia storia e mentre scrivo mi tremano le mani perche' la voglia di farmi una spada e' tanta,ma la voglia di vivere e' molto maggiore.....se arrivi a capire questo allora si che se ne puo' uscire.
Prego Dio che aiuti tutte le persone che soffrono per questo motivo, ora. E anche domani. E che coloro che hanno commesso questo errore in passato…oggi possano esserne usciti. E possano aver ricostruito, anche se faticosamente, la loro vita. A volte, pensando a ciò che ho visto a Scampia, mi viene da domandarmi: Chissà se quella degradazione è la vera faccia del mondo…mentre quella realtà che noi tutti viviamo quotidianamente è solo una maschera per cercare di non andare del tutto a fondo? In ogni caso…penso davvero che la volontà di vivere possa essere la miglior cura per uscire da un vicolo che ci sembrava troppo lungo, e che guardando avanti ci faceva perdere la voglia di continuare a camminare per cercare di uscire.
Hasta siempre....e che l'amore per la vita vinca in eterno....
Caterina. December 17
Nella vita sono tante le persone che si possono incontrare. O gli eventi a cui possiamo andare incontro. Ma reputo che solamente poche cose ti cambino davvero come persona, e ti facciano crescere. Non esistono le date. La nostra mentalità non cambia a seconda degli anni. Se un giorno prima abbiamo 17 anni e siamo degli sciocchi irresponsabili…è inevitabile che il giorno dopo, compiendo 18 anni, saremo sempre gli stessi stupidi idioti. E saremo solamente invecchiati di un anno. Credendo, dentro di noi, di essere arrivati a chissà quale traguardo. Per carità…un traguardo lo è: Arrivare a 18 anni, o 19, o 20, e così via…vuol dire che siamo ancora vivi. Ma in noi non è cambiato proprio niente. Di solito, prima dei 18 anni, crediamo chissà quale cambiamento avverrà nella nostra vita. Ma dopo averli compiuti ecco che tutti quanti ci ritroviamo a dire sempre la solita, stessa, cazzata “A me non è cambiato nulla”. Non è esattamente così. Qualcosa cambia. Ora le responsabilità dei tuoi gesti non graveranno più sui tuoi genitori. E questo, forse, può già essere un monito a vivere una vita più equilibrata. Anche se, alla maggior parte, questo non importa proprio nulla. 18 anni ci fanno davvero sentire così adulti? Ci fanno davvero credere, anche lontanamente, di essere delle persone mature in grado di poter decidere con un po’ di oculatezza? No. Affatto. A volte, anche andando avanti con l’età, sbagliamo. E in pro di quanto appena detto…non sono le date, e tantomeno l’età, a cambiarci. Ma sono le nostre scelte, e chi incontriamo, a farci cambiare realmente.
Io parlo per me, ovviamente. Nella mia piccola vita di ragazza ventunenne ho incontrato tre persone solamente che mi hanno segnata. E mi hanno cambiata completamente. Tre. I soli incontri che possono cambiarti la vita. La prima persona è Stefano, il mio ragazzo. La persona più importante di tutta la mia vita. Quando lo incontrai, poco tempo dopo, mi fece capire una cosa molto importante. Ero solo una ragazzina che pensava che la sua vita non potesse cambiare. Destinata a chissà quale futuro privo di significato. Ma lui, con la sua dolcezza e il suo amore, mi ha insegnato la cosa più importante di tutti. Dovevo vivere la vita…e non lasciare che fosse la vita a vivere me, prendendo il sopravvento su tutto. Dovevo smetterla di comportarmi come se fossi stata una fogliolina appena staccata dal suo ramo…che altro non poteva fare se non lasciarsi buttare a destra e sinistra dal vento. Ma dovevo scegliere io la mia direzione. Dovevo scegliere io quando staccarmi o meno dal mio ramo. E, cosa ancor più importante, ogni volta che toccavo terra dovevo rialzarmi e riprendere il mio volo, con una meta precisa. Mi ha insegnato tutto questo. Perché io non riuscivo a capirlo da sola. Mi ha insegnato a vivere, e ad avere un obbiettivo dinnanzi a me che mi motivasse, e che facesse andare avanti. Lui, e il nostro bambino, sono la mia motivazione ora. E il mio unico obbiettivo è amarlo e passare il resto della mia vita insieme a lui. Spesso vogliamo essere considerati grandi. Vorremmo essere persone importanti. Ma, onestamente, penso che anziché farsi conoscere da un intero mondo in modo alquanto superficiale…sia davvero impareggiabile farsi conoscere realmente dalla persona che si ama più di ogni altra cosa, e che noi riteniamo importante. Il mio sogno è solo questo: Essere importante per le persone che amo. Come il mio ragazzo, il nostro bambino, e la mia famiglia. La seconda persona è Elia. Il nostro bambino. Non ho mai creduto in nulla, nel senso della fede. Ed era davvero triste pensare alla vita semplicemente come un passaggio biologico in un mondo che non avesse nulla di speciale. Eppure…le cose possono davvero cambiare molto. Elia. Quando finalmente appresi la notizia che io e Stefano aspettavamo un bambino…piansi dalla gioia. Perché non riuscivo a spiegarmi nulla. Nella mia mente pensavo solamente che, per quanto si potesse spiegare in modo del tutto naturale come avviene la nascita di un bambino, non si può assolutamente spiegare che cosa si provi alla sensazione indescrivibile di avere un’altra anima dentro se stessi. Avere un figlio e sentirlo, giorno dopo giorno, crescere dentro di te. E’ tutto scritto all’interno dei libri, certo. Lo so…visto che ho studiato dei “tomi” interi di Ostetricia. Eppure, nonostante questo, quella piccola vita che cresce dentro di te non altro che un meraviglioso miracolo. Qualcosa che non può essere spiegato a parole. Ma che si può provare a percepire solamente guardando una madre, e un padre, che accarezzano quel pancione con il cuore colmo di gioia e gli occhi lucidi dall’emozione e dalla gioia. Una gioia tale che solamente chi ha provato potrà mai capire. Il nostro bambino mi ha fatto capire questo. Che c’è qualcosa di più grande oltre questo mondo nel quale noi viviamo. Qualcosa che possiamo vedere solamente attraverso il nostro cuore. Perché è il cuore è l’unico regno dove possiamo rifugiarci e comprendere a fondo certe cose. La terza, e ultima, persona…è una ragazza speciale. Posso anche dire il suo nome, non mi vergogno certamente di ammettere quanto mi siano arrivate al cuore le sue parole. Naomi. Una persona davvero unica, nel suo genere. Perché ha il grande dono di spiegarti le cose con il cuore, e trasmetterti le stesse emozioni che prova lei quando te ne parla. Mi ha dato la conferma di ciò che avevo iniziato a credere. Non siamo soli. Ma qualcuno ci ha messi su questa terra con uno scopo preciso. E’ un mondo meraviglioso, basta guardarci intorno. E forse, se tutti iniziassero ad osservare le piccole cose che ci circondano con occhi diversi da quelli di ora, tante cose potrebbero cambiare. La cosa che più mi ha colpita è il fatto che dopo qualche parola mi sentivo…diversa. Come se avessi una speranza nuova dentro di me. E le parole che più mi hanno toccato il cuore sono state talmente semplici da farmi addirittura battere il cuore. E ora ci credo, esattamente quanto prima, perché ne ho avuto la conferma. C’è un Dio. Un Dio che ci ha messi qui, in questo mondo, e ci ha dato il libero arbitrio delle nostre vite. Ci ha dato la possibilità di scegliere. O lui, o qualcun altro. Ma in ogni caso…non ci ha obbligati a fare nulla contro la nostra volontà. I nostri destini non sono scritti. Ma dobbiamo scriverli noi…attimo dopo attimo. Se vogliamo stare assieme a lui…lui è disposto anche a fare dieci passi verso di noi, e tenderci una mano. Ma noi dobbiamo comunque fare un piccolo sforzo, e fare almeno un passo verso di lui. E ammettiamolo: Non è poi così difficile.
Queste tre persone sono le uniche persone che hanno inciso la mia vita. Stefano è tutto ciò che amo. Che desidero avere. E non ho bisogno di niente, se non della sua presenza e del suo amore. E’ il mio passato, il mio presento, e il mio eterno futuro. Così come lo è il nostro Elia. Il nostro bellissimo bambino…che continua a vivere nei nostri cuori, e continuerà a viverci in eterno. E Naomi…è una persona che vorrei non perdere mai di vista. E, anche se ciò accadesse, non sparirà comunque mai dai miei ricordi perché ne è una parte fondamentale. Posso solamente essere grata al mondo, e alla mia vita, e alle mie scelte…perché mi hanno portata a conoscere Stefano. Che è l’amore, quello vero. Elia, che è l’amore, quello per un figlio. E Naomi, quell’amicizia che serve a comprendere meglio la vita. Mi sento una persona distrutta, dopo che Elia non è riuscito a sopravvivere. E così come me lo è il mio ragazzo. Ma rimanendo uniti, e continuando a credere e sperare…e pregare: Avremo sempre una speranza a cui aggrapparci saldamente. E che, anche quando saremo stanchi di continuare a stringerla tra le mani, sarà questa stessa speranza, colma d’amore, a trattenerci tra le sue braccia e a darci la forza per andare avanti. E continuare a credere che, per quante cose orribili possano accadere, non bisogna mai smettere di credere.
.Kathy. December 01
Prenderei gli anti-depressivi…se solo non facessero ingrassare.
.Kathy.
October 22 E' da molto che non scrivo su questo mio povero, e arido, blog una pagina a mo di “diario”. Anche perché, a dirla onestamente, il mio unico e vero “diario dei segreti” è Stefano, il mio meraviglioso ragazzo. Ma…tanto per variare, oggi ho tutta l’intenzione da farlo. Esattamente: Quest’oggi ne approfitterò per raccontare un mio fine settimana tipo! E devo dire che quest’ultima settimana si è proprio conclusa bene. Diciamo che forse il venerdì poteva andare un po’ meglio, certo. Visto che sono dovuta andare a lavorare nonostante questa maledetta semi-bronchite che mi sono presa! Que ennui! Ma purtroppo…visto che ho appena cominciato questo nuovo lavoro non posso già chiamare il mio capo e dirgli “Ah, ecco…io sarei…sarei ammalata…ecco tutto….”, per sentirmi dire come risposta qualcosa che non scriverò su questo post per tutela dei minori, o perché altrimenti sono certa che hotmail censurerebbe il mio blog…. Quindi mi sono rimboccata le maniche…e sono andata alle 6 e mezza al bellissimo Wine Bar dove lavoro. Il mio orario è, in teoria, dalle 6 e mezza di sera sino alle una e mezza di notte. Ma, fortunatamente, uno dei soci del locale si è accorto del mio precario stato di salute [ o forse era semplicemente stanco di vedermi tossire continuamente nei preziosi calici da vino…nei quali dovevano bere i clienti ]. Cosi che alle 11 mi ha permesso di staccare, e di tornare a casa. Dove mi sono imbottita di pillole, tranquillanti, e latte caldo…per poi ascondermi sotto il gigantesco piumone del mio letto…. La mattina dopo…qui comincia il mio lieto, anzi lietissimo, fine settimana. Perché finalmente tornavo a casina a Foligno, dove mi aspettava il mio prezioso tesoro! Partenza quindi da casa dei miei a Umbertide attorno alle 10 e mezza di mattina…e poi di corsa a Foligno City, in una quarantina di minuti…. [ il mio record dei 53 km di distanza tra UMBERTIDE e FOLIGNO per ora resta sulla trentina di minuti…sulla mia “fuoriserie” alias PANDA 750 youg, che mi sembra nel 2009 compirà appena trent’anni! XD ] Arrivata a foligno…vediamo…ah, si! Stefano è uscito per sistemare una cosa di lavoro…e io ho fatto la crostata ai MARRONI! Saint ciel, à moi semble un mot laid! XD Che poi, purtroppo, si è bruciata…perché mentre stavo fumando una sigaretta sul terrazzo non l’ho vista diventare scura. E quando Stefano è rientrato e mi ha detto “Momi…che è sta puzza?”, era oramai troppo tardi. Così celebro in queste poche righe la vita di una crostata troppo buona. Talmente buona che a nessuno è stato concesso mangiarla. Poiché era diventata dura come una confezione di sofficini ancora surgelati…. T-T Arrivando al passo successivo del mio meraviglioso sabato…ecco che il mio amore mi dice “Stasera ti andiamo a cena fuori!”, ed io [ tutta contenta, ovviamente ] rispondo “Siii, pizzeria!!”. Ma no…l’idea del mio tesoro non era la pizzeria, ma un’altra, decisamente migliore. Uno di quei posticini divini in cui si mangiano come antipasti degli affettati, formaggi, e funghi serviti direttamente su vassoi di legno enormi…e accompagnati da una divina bottiglia di vino rosso. Ma, prima, una passeggiatina attorno Foligno City. Ovvero partiamo da casa e ci fermiamo in un autogrill. Ci prendiamo un campari e un prosecco e…il mio Stefy decide di tentare la fortuna comprando un solo, unico, biglietto del “miliardario”. Ed ecco che cosa: Vince subito 100 euro…. Non ci potevo credere…io compro anche 10 biglietti e non vinco mai nulla. E lui, con uno solamente, vince 100 euro…immaginatevi la felicità collettiva quando la signora dietro al bancone dell’autogrill ci dice “Oh…avete vinto 100 euro, ragazzi….”. Ed ecco che così la nostra passeggiata del tardo pomeriggio riprende. E…per andare dove? Il mio tesoro mi porta direttamente in un OUTLET di moda, sempre attorno Foligno City!! *o* Avete presente i vari negozi di griff in giro per qualsiasi città? Ebbene…è dagli outlet di moda che arrivano i loro vestiti. In pratica…questi bei negozi li comprano a 50 euro, per rivenderli a noi tutti poveri mortali a circa il doppio…. Ebbene per me, entrare in quell’outlet, è stato come entrare in un vero e proprio giardino ZEN. Eh, si…. Ovunque GRIFF GRIFF e ancora GRIFF!! Cosicché, dopo ore e ore a provare tutti i vestiti possibili e inimmaginabili al suo interno [ sul serio…avrò provato almeno un quarto degli abiti li dentro!! ], decido per una stupenda minigonna con uno spacco gigantesco nel retro [ ma prima mi sono ben guardata dal fatto se si vedesse qualcosa di troppo…visto che non ci tengo a mostrare certe zone del mio corpo al primo che passa! Anzi…nemmeno all’ultimo che passa, se proprio devo essere sincera! ]. Mentre il mio amore si è preso una maglia a maniche lunghe…rosa!! Io gli dico sempre che il rosa gli sta divinamente. E, finalmente, mi ha dato ascolto…. E’ davvero stupendo con quella maglietta! ^////^ Poi ci dirigiamo a Collestrada, alla IperCoop. E li…nuove rassegne nei negozi più stravaganti, e chic, che potevano esserci…. Ho divorato le vetrine con gli occhi. Soprattutto quelle di oggetti da arredamento per la casa. Tanto per rendervi un’idea…ecco che cosa mi sono appuntata per la nostra “LISTA NOZZE”! XD

Ecco le meravigliose "Papere Design da Collezione"!! E ce ne sono tantissimi tipi...e io le voglio tutte! Poi, oltre alle paperelle...mi sono soffermata ad osservare le elegantissime lampade, sempre di ultimissimo design! E, ovviamente, ho preso appunti....
 
Sono bellissime...soprattutto la prima in alto a sinistra! Visto che voglio arredare casa NOSTRA in modo assolutamente caratteristico!! E poi...come non notare tutti questi altri splendidi accessori da cucina / living room...e varie? *o*

Partendo da sinistra, in alto, abbiamo un favoloso BOLLITORE. Dopodiché ad un sensazionale CAVATAPPI di color fuxia.... Il terzo oggetto è invece una RADIO /CD portatile...non è un vero amore? Poi passiamo ad una favolosa collezione di BICCHIERI dal design moderno ma raffinato [ attenzione...distinguiamo tra il DESIGN MONDEZZA e quello di CLASSE.... ]. Poi vediamo un superbo FLUTE con il suo PIATTINO da buffet...io adoro il flute, soprattutto per prendere lo spumante! Dopodiché...oggetto numero sei: Dei CUCCHIAINI a dir poco adorabili! Per poi vedere un TOSTAPANE davvero unico, nel suo genere.... Passiamo poi ad un bellissimo VASO in VETRO SOFFIATO a MANO...davvero D-I-V-I-N-O!! Non ho parole per la bellezza di quest'oggetto. E, infine, la mia attenzione è stata catturata da...nientemeno che un TRITA-SALE dalla forma alquanto bizzarra. Ancora mi chiedo: Assomiglia più alla testa di un pipistrello o di un coniglio? XD
Ebbene, dopo questi momenti di "Folle Shopping" tra outlet, e negozi bizzarri...eccoci andare a Spello. Dove, fortunatamente, abbiamo trovato un posto eccezionale per cenare.... Proprio come adoro io. E come stavo dicendo prima: Era proprio uno di quei posticini divini in cui si mangiano come antipasti degli affettati, formaggi, e funghi serviti direttamente su vassoi di legno enormi…e accompagnati da una divina bottiglia di vino rosso. Anche se...ci siamo spinti oltre...molto oltre! Per il mio amore: Strangozzi con il TARTUFO grattugiato sopra...e per me TAGLIATELLE con il tartufo grattugiato sopra! Il vino, un rosso ovviamente, era eccezionale. In effetti: Veniva da Montefalco, e si sa...a Montefalco, per il vino, non si sbaglia mai! :)
E per questa sera...chiudo qui. Anche perché domattina c'è la Comics....
**Kathy**
September 16
Qualcosa sta succedendo qui Che cosa sia non è esattamente chiaro C'è un uomo con un fucile in mano laggiù Che mi sta dicendo di stare attento Penso che sia il momento di fermarsi, ragazzi, cosa è questo rumore? Tutti quanti cercano di capire cosa sta venendo giù
Le linee della battaglia sono state già tracciate Niente può essere giusto se ogni cosa è sbagliata I giovani fanno parlare le loro menti Facendo crescere la loro resistenza da dentro Penso che sia il momento di fermarsi, ehi, cosa è questo rumore? Tutti quanti cercano di capire cosa sta venendo giù
Che giornata campale, di grande foga Un migliaio di persone nelle strade Cantando canzoni e portando cartelli La maggior parte dicono "urrà per la nostra parte" Penso che sia il momento di fermarsi, ehi, cosa è questo rumore? Tutti quanti cercano di capire cosa sta venendo giù
La paranoia colpisce duro Striscia dentro la tua vita Inizia quando tu vivi nella paura Tu esci dalla linea tracciata, arriva un uomo e ti porta via
È meglio fermarsi, ehi, cos'è questo rumore? Tutti quanti cercano di capire cosa sta venendo giù Ferma, ehi, cos'è questo rumore? Tutti quanti cercano di capire cosa sta venendo giù Ferma, ehi, cos'è questo rumore? Tutti quanti cercano di capire cosa sta venendo giù Ferma, ragazzi, cos'è questo rumore? Tutti quanti cercano di capire cosa sta venendo giù
(Buffalo Springfield - For What It's Worth)
August 12
Ricominciare. Mi sembra una parola orrenda. Almeno pronunciata dalle mie labbra. Non mi si addice. Soprattutto perché ‘RICOMINCIARE’ mi suona come una parola di sconfitta. Per questo motivo mi riempie di sconforto. Ricominciare. Ovvero: Partire, ancora una volta, da zero. Per cercare di arrivare dove volevamo veramente.
Il punto fondamentale, perlomeno nel mio caso, è che solamente ora mi sono resa conto di un errore che non avrei dovuto commettere. Ovvero…la scelta di studio che ho fatto, una volta finito l’Istituto d’Arte. Ho sbagliato. Perché avevo visto solo rose e fiori di una vita passata all’insegna di ciò che amavo fare. Disegnare. Amavo, e probabilmente amo ancora, disegnare. Ma forse…tutto quello che mi è accaduto ha distrutto qualcosa dentro di me. Al punto tale da non farmi più prendere tra le mani nemmeno una matita. E forse, sotto un certo punto di vista, potrei considerarlo un bene.
Le mie indecisioni, fin dal principio, erano contese tra la facoltà di Filosofia, Ostetricia, Chimica…o la Comics. E, com’era prevedibile, ho scelto proprio quest’ultima. Probabilmente perché ero completamente abbagliata da un mondo fantastico che sapevo che avrei potuto creare da sola. All’interno del quale perdermi, ogni qual volta ne avessi avuto la voglia, o sentito il bisogno. Ma forse…ciò che è accaduto, per quanto orribile sia stato per me e Stefano, è servito almeno a farmi capire che la mia strada è un’altra.
OSTETRICIA.
Perché non è solamente la passione per la materia stessa ad affascinarmi. Ora più che mai è il pensiero di contribuire alla cosa più meravigliosa di questo mondo. LA VITA. E poter essere un piccolo pezzo di questo grande mosaico, poter aiutare a far nascere la vita e la speranza, è ciò che voglio.
E’ facile, per me, parlare ora. Ora…che so che gli allievi ammessi alla facoltà, e al Corso di Ostetricia, sono solamente 25, più 2 posti riservati (1 posto al contingente cinese e 1 posto ad uno studente extracomunitario). In effetti non nego che dentro alla mia testolina ci sia una piccola vocina cattiva, e tenace, che mi ripete continuamente “Farai un bel buco nell’acqua…e vedrai che grande delusione. Pensi forse di avere delle chance per entrare in una simile facoltà, dove ogni singola persona sta studiando da chissà quanto tempo per essere uno dei 27 studenti ammessi?”. Mentre un’altra, più rassicurante…ma molto più insicura dell’altra, mi ripete “Perché non dovresti farcela? Non sei ne più stupida, ne più furba, di qualsiasi altra persona che abbia deciso di fare questo test di ammissione. Perché non provarci? In ogni caso…non hai nulla da perdere.”. Ed è vero. Non ho nulla da perdere. Nulla…se non l’ultima briciola di fiducia che ancora mi rimane. Perché sarebbe dura vedersi chiudere in faccia la porta che poteva portarti alla realizzazione di una cosa a cui tenevi tanto. Sarebbe davvero dura. Ma, allo stesso tempo, penso che sarebbe ugualmente tanto di guadagnato. Per i libri che studierò ugualmente per tentare di prepararmi all’esame. Per quelli che ho già studiato, in passato, semplicemente per pura curiosità…o per cercare risposte a delle domande che non riuscivo a comprendere. O comunque…sarei lo stesso felice perché, per una mia nuova gravidanza, sicuramente sarei maggiormente preparata, ed attenta, rispetto alla mia prima.
Insomma…credo che per settembre difficilmente sarò pronta per affrontare questo esame di ammissione. Anche studiando giorno e notte…è improbabile che riesca a mettermi in paro con chi, magari, si sta preparando a questo esame da anni. Però chissà che per il prossimo anno non lo sarò?
Intanto…l’unico progetto che voglio portare a termine è cercarmi un lavoro il più possibile stabile. Non come la cameriera di ora. Non me ne faccio molto di un lavoretto come questo, che non mi garantisce nemmeno una paga decente. Vorrei un contratto. Barista, Cameriera, Ceramista, Commessa…andrebbe tutto bene. Ma voglio un lavoro abbastanza stabile. Per poter prendere, assieme a Stefano, l’appartamento che volevamo affittare entro la fine di questo anno. E, chissà, tra il suo e il mio lavoro [ammesso che io ne trovi uno decente] e i nostri risparmi…magari ci riusciremo. E il nostro appartamentino, e ripeto NOSTRO, sarà finalmente uno dei nostri sogni più grandi che si realizza…in attesa che la casa dove io vivevo prima, che ora è in affitto, si liberi dagli inquilini per fare spazio a noi due. Sarebbe stupendo. Mi sembra un buon proposito per questo 2008.
Così come mi sembra un altro bellissimo sogno…quello di dare al più presto un fratellino, o sorellina, al nostro piccolo Elia. Anche a costo di dover poi iniziare l’università solamente tra vari anni, quando questo nostro nuovo bambino sarà cresciuto. E forse sembrerà stupido decidere prima di avere una famiglia, rimandando a chissà quando [forse a mai] una cosa che si vorrebbe fare. Ma per me non è così. E rispettate il mio desiderio..visto che questo è proprio quello di avere una mia famiglia. Assieme a Stefano, Elia, e un altro nostro bambino. Perché per me è la cosa più importante che esista. E, per loro, sacrificherei tutto ciò che ho. Perché non lo considererei nemmeno un sacrificio. Ma semplicemente un atto che vedrei come il più normale che potrei compiere. Perché il mio unico, vero, grande sogno…sono solamente loro.
.Cathy. May 23
In certi momenti ci sono tante cose che non vorremmo mai sentirci dire. Perdere un figlio è una cosa troppo dolorosa. Perché è una cosa assolutamente inconcepibile. E credo che ogni persona potrebbe, e anzi dovrebbe, risparmiarsi frasi come "Siete giovani, avrete tanti bambini". A cosa serve una frase simile? Oltre ad accentuare il dolore che dei genitori hanno, e avranno per sempre, nel cuore? Forse pensano che l'arrivo di un nuovo bambino possa farci dimenticare, o superare, un trauma come questo? Un nuovo bambino non sarà più Elia. Un nuovo bambino sarà un bambino completamente diverso dal nostro Elia. Ovviamente sarà un bambino che ameremo come abbiamo amato, e ameremo per sempre, il nostro Elia. Ma comunque...niente potrà mai ridarci Elia.
Ho volutamente ripetuto il nome di Elia. Questo perché voglio continuamente parlare di lui. E il problema è che non so ne con chi farlo, ne tantomeno quando farlo.
Perché la gente non locapirebbe. Tutti penserebbero che vorrei essere compatita. Mentre in realtà l'unica cosa che non voglio è la pietà delle altre persone.
E parlo di Elia solamente perché come una qualsiasi madre parla del proprio figlio...io voglio parlare del mio. Perché Elia era bellissimo. E solamente chi, come me e suo padre, lo ha visto...se ne può rendere conto.
Era vivace. Non stava mai fermo. E fino all'ultimo ha continuato a lottare per la cosa che tutti diamo più scontata a questo mondo: LA VITA.
In questi giorni sento parlare di Fabbrica del Sorriso. E altre associazioni simili. Che tutelano i diritti dei bambini. Il diritto che ha un bambino...di essere un bambino. Ma non ho sentito nessuno parlare del diritto di VENIRE AL MONDO che ha ogni ESSERE VIVENTE.
Perché prima ancora di essere dei bambini...dobbiamo avere la possibilità di nascere. E di vedere, di scoprire, per la prima volta questo mondo.
E più di una volta mi sono chiesta perché a lui, al mio TESORO, è stato negato questo diritto.
E non mi interessa sentirmi dire che quello che è successo non poteva essere evitato in alcun modo. Perché so che non è vero.Perché sono sicura che se si fossere prese le dovute precauzioni in tempo...lui sarebbe ancora qui con me. Perché ad ogni visita, quando si vedeva che il mio utero era molto piccolo, io non ho fatto altro che ripetere se bisognava essere preoccupati. O se si doveva fare qualcosa per stare più tranquilli. Ma tutti...dalla prima persona all'ultima...non hanno capito che forse sarebbe stato meglio eseguire, per sicurezza, un cerchiaggio. Evitando così che la cervice si sarebbe aperta troppo presto, sotto il peso dell'utero. Portandomi inesorabilmente a patire tutto il dolore che ho dovuto affrontare...assieme al mio bambino, e al mio ragazzo.
Mi resta solamente da dire che tutto questo non è GIUSTO.
Non si può assolutamente lasciare questa vita a soli SEI MESI e QUATTRO GIORNI di vita.
E che quel dannato giorno, se proprio qualcuno doveva andarsene, allora sarei dovuta essere io.
E non il mio Elia.
.Cathy. May 10
“Bisogna aiutare a nascere chi ha già lasciato questa vita”
February 23
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Che le mie parole siano razionali, o meno...cosa importa? L’importante, a parere mio, è scrivere. Per cercare di esorcizzare, almeno in parte, un qualunque stato d’animo. Anche se ultimamente, devo ammetterlo, mi sento soddisfatta. Appagata. Esaudita. E penso non potrei chiedere proprio nulla di meglio.Considerando che, dopo averlo deciso assieme alla persona più importante della mia vita [ il mio ragazzo, Stefano ] sto per diventare madre. E a mio sostegno, per fortuna, c’è la consapevolezza che ciò che dovrò imparare, per provare ad essere una buona madre, potrò conoscerlo soprattutto grazie a Stefano. Che sono già certa sarà un padre meraviglioso.
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Però devo ammetterlo: Non riesco ancora a rendermi conto, realmente, di ciò che sta avvenendo sia dentro, che fuori, me stessa. Fisicamente...è ancora presto per potermi guardare allo specchio ed esclamare ‘Santo Cielo che pancione!’. Anche se attualmente, un po’, ha iniziato a vedersi. Finalmente! Ed era anche ora, visto che sono nel quarto mese. Diciamo che per ora ho avuto pochi fastidi. E per questo sono davvero sollevata! Poche nausee...anche se le poche volte che sono arrivate sono stata malissimo.... Un po’ di pressione bassa. Dolore alla schiena, e ai polpacci. E devo ammettere che, la cosa che forse mi ha maggiormente infastidita, è stata solo la debolezza. La stanchezza continua, che mi trascino dietro da oramai quattro mesi! Il continuo desiderio di voler stare sdraiata nel letto.... Per non parlare di improvvise e alquanto ‘strane’ voglie...che mi prendono in qualsiasi ora del giorno, o della notte. Del tipo...svegliarsi alle tre di notte, e avere una voglia irresistibile di mangiare del cioccolato. E IO NON POSSO MANGIARE IL CIOCCOLATO!!
Sono intollerante al cioccolato. *SIGH*
Oppure...passeggiare tranquillamente per strada e, all’improvviso, desiderare di magiare del POLLO ALLA DIAVOLA!! Tra l’altro, tengo a specificare, io sono VEGETARIANA!! Come potrei, quindi, desiderare del Pollo alla Diavola? Beh...sicuramente aspetto un figlio carnivoro. Piccolo Elia, perché fai questo alla tua mamma? Perché la costringi a mangiare certe cose?
Altri fastidi poi...sono stati decisamente più gravi. Del tipo: SBALZI D’UMORE. A volte non mi riconosco nemmeno. Me la prendo con chiunque mi capiti a tiro. Spesso, purtroppo, proprio con Stefano. E la cosa peggiore è proprio la semplicità con cui mi capita di arrabbiarmi. Mi faccio paura. Perché piango. Strillo. Credo di avere ragione...mentre invece so che non è così. E dopo che la sfuriata è passata, e mi rendo conto di quello che ho fatto, inizio a piangere dalla disperazione. Perché mi sento male dentro per l’essermela presa ingiustamente con la persona che più amo al mondo. Che, fortunatamente [ e non finirò mai di ripeterlo ], è una persona straordinaria.
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Basti pensare a lunedì passato. Io e Stefano stavamo tranquillamente seduti sul divano di casa, a Jesi. E non so come mai...ma all’improvviso lui mi fa una constatazione e io, come se ne avessi avuto motivo, ho iniziato a piangere. E...avete presente le lacrime della più pura disperazione? Ecco: Le mie erano quelle. E stavo per tirarmi su dal divano, per andare in camera da letto...ma, UDITE UDITE, Stefano mi ha presa per il braccio e mi attirata verso di lui. Mi ha abbracciata e mi ha detto ‘Sfogati, ti farà bene’. E mi ha continuata a stringere...mentre io piangevo, con il viso posto tra l’incavo della sua spalla e il viso. Anche se, onestamente, dopo questo suo gesto...così carico di dolcezza...credo che il continuo del mio pianto fosse dovuto solamente alla contentezza. La contentezza di sapere di averlo vicino. Per tutta la vita. Perché non c’è nulla che, in tutta la mia vita, mi abbia mai dato forza come lui. Ora e sempre. E questa consapevolezza mi riempie il cuore, l’animo, di pace e serenità. E mi fa sentire protetta. Come se, finalmente, avessi trovato un mondo tutto mio. Protetto da dei confini invalicabili. Inviolabili. Dove nessuno può entrare. All’interno di questi esistiamo solo noi due.
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....dusha....

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